La canoa, come molti altri sport moderni, trae le sue origini dalle necessità dell’uomo e dagli usi e costumi dei popoli. Essa, infatti, fu il primo mezzo che gli uomini costruirono per potersi spostare lungo i corsi d’acqua e i laghi.
L’uomo primitivo, osservando i tronchi d’albero galleggiare sull’acqua, intuì la possibilità di poterli sfruttare come mezzo di trasporto.Fu proprio scavando un tronco d’albero che nacque la piroga: la forma più rudimentale e primitiva di canoa. Successivamente questo tipo di imbarcazione si perfezionò ed ebbe diverse evoluzioni secondo l’uso che l’uomo intendeva farne.Le caratteristiche che distinguono la canoa da tutte le altre imbarcazioni sono tre e precisamente:
- L’uomo (seduto o in ginocchio) volge la fronte verso la direzione di marcia,
- il mezzo di propulsione è una pagaia che non trova un punto d’appoggio fisso sull’imbarcazione, ma è libera nelle mani del pagaiatore
- è un’imbarcazione a prua e poppa aguzze.Queste caratteristiche particolari danno all’imbarcazione una gran mobilità ed una altrettanto grande manovrabilità, qualità che la rende indispensabile per navigare i fiumi e per la caccia, come fanno gli eschimesi ancora ai giorni nostri. Dall’antica piroga sono nati diversi tipi di imbarcazioni, a pala semplice e a pala doppia, dalle prime avrà origine l’attuale canoa canadese così chiamata in quanto è l’erede diretta di quella usata dagli indigeni e dai cacciatori di pelli del Nord America; dalle seconde nascerà il kayak, imbarcazione usata ancora oggi dagli eschimesi per la caccia delle foche e il trasporto delle pelli.
In Europa intorno al 1745 si viene a conoscenza di questo particolare tipo di imbarcazione usato dagli Eschimesi della Groenlandia, da un resoconto di alcuni cacciatori russi; questi racconti descrivono le caratteristiche del kayak eschimese e l’uso da parte di questi indigeni delle loro imbarcazioni.
Devono però trascorrere circa cento anni prima di vedere un kayak in Europa ed è proprio in Gran Bretagna, terra nella quale hanno avuto origine la maggior parte degli sport moderni, che nasce la prima canoa.
È, infatti, lo scozzese John Mc Gregor che il 19 luglio 1865 progetta e costruisce una canoa, su modello del kayak eschimese, per poter, scrive lo stesso Mc Gregor, “pagaiare lungo i corsi d’acqua e le rive dei mari”.
Egli chiama il suo kayak, che oggi è custodito in un museo londinese, Rob Roy; e scrive un libro che va a ruba in quel periodo, dal titolo “Mille miglia sul Rob Roy”, nel quale descrive tutti i suoi viaggi e le sue avventure in kayak.
Pur essendo il fondatore di questo sport, Mc Gregor preferì sempre metterne in rilievo gli scopi turistici più che quelli agonistici.
Egli stesso però fonda nel 1866 il primo club di canoa del mondo e precisamente a Londra; lo stesso club diventa nel 1873, con decreto della regina di Inghilterra il Royal Canoe Club ed è frequentato anche da alti esponenti del mondo politico del tempo.
Il 27 aprile del 1867 si svolge la prima regata in kayak sul Tamigi sulla distanza di un miglio.Questo giovane sport è portato a conoscenza del mondo intero in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi: infatti, Napoleone III incarica Mc Gregor di organizzare una regata sulla Senna.
Si svolse, infatti, una gara sulla distanza di un miglio che richiamò una grande folla la quale, attratta dalla novità che rappresentava questo sport, gremì le banchine e le sponde del fiume.Lo stesso Mc Gregor giunse a Parigi con altri canoisti inglesi attraversando la Manica e risalendo il fiume a varie tappe.
Nel frattempo gli inglesi portarono questo sport in tutto il mondo: nel 1885 viene fondato a Bonn il primo club di canoa del continente e, nel 1871, sempre un inglese fonda a Nuova York il primo club americano di canoa.
Nel 1900 ormai il kayak è entrato nella maggioranza dei paesi Europei, anzi è di questo periodo il primo trattato sulla tecnica di voga; ne è autore il norvegese Nansen (premio Nobel per la scienza), scienziato ed esploratore che durante i suoi viaggi in Groenlandia ed altri paesi artici studia e mette in rilievo le tecniche di voga delle diverse tribù eschimesi, esprimendo il suo parere sulla tecnica migliore.
Negli anni che seguono, gli amatori di questo sport si dividono, preferendo alcuni il lato turistico, altri quello agonistico: infatti, queste due specialità – che dapprima andavano di pari passo in quanto gruppi di turisti che discendevano i fiumi o costeggiavano le rive dei laghi o dei mari, organizzavano in corrispondenza di paesi e città delle regate su diverse distanze, dando così spettacolo alle popolazioni rivierasche – tendono sempre di più a crearsi una vita propria fino a diventare due aspetti totalmente diversi di questo sport.
L’aspetto turistico è sfociato nella pratica amatoriale mentre quello agonistico è sfociato nella specialità così detta olimpica e della discesa e dello slalom.
Il periodo pioneristico di questo sport termina nel 1936 quando ai Giochi di Berlino diventa specialità Olimpica, essendo uno degli sport più praticati dai paesi dell’est e del nord Europa. Sono, infatti, proprio questi paesi che dal dopoguerra ad oggi hanno dominato il campo internazionale ed olimpico.
(Tratto dal manuale Per Istruttori FICK)

